La macchina fotografica

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mercoledì 8 gennaio 2014

COLORI: I colori della macchina fotografica

Dal giorno della sua invenzione fino ad una decina di anni fa le macchina fotografica ha sempre avuto i colori caratteristici dei materiali di cui era composta come metalli e, successivamente, plastica (di colore nero).



ROLLEIFLEX T






NIKON D60

                  



























Dalla metà degli anni 2000 iniziano a uscire sul mercato macchine fotografiche di varie colorazioni e pattern, molto probabilmente per soddisfare il bisogno dell'uomo di differenziarsi e di crearsi un'identità diversa da quella di tutti gli altri.


NIKON COOLPIX S3000
Tower Records Pentax Rainbow K-x




sabato 4 gennaio 2014

CHIMICA : La chimica e la tecnologia nella macchina fotografica

Gli esordi della fotografia


Fotografare significa scrivere con la lucei processi chimici a cui questo fenomeno è dovuto si fondano invero sul fatto che la luce è capace di modificare le molecole di varie sostanze che perciò vengono dette fotosensibili. Nel ‘700 gli scienziati Shulze e Wedgwood apportarono
Thomas Wedgwood
importanti sviluppi nel campo: durante alcuni esperimenti con carbonato di calcio, acqua regia, acido nitrico e argento, fu scoperto che il composto ottenuto, fondamentalmente cloruro d’argento, reagiva alla luce cambiando colore. Solo verso la fine del 1700 l’inglese Thomas Wedgwood sperimentò l’utilizzo del nitrato di argento immergendovi dei fogli di carta che espose alla luce, dopo avervi deposto degli oggetti. Si accorse che, dove la luce colpiva il foglio, la sostanza si anneriva, mentre rimaneva chiara nelle zone coperte dagli oggettiA quel punto, sperimentando ulteriormente, ricoprì un foglio di carta bianco con calce e nitrato d’argento, vi sovrappose un altro foglio con disegni e scritte ed espose il tutto al sole: ottenne un’immagine negativa del disegno e delle scritte, la prima fotocopia!

Da questo momento in poi l’argento diventerà l’elemento di base dei processi chimici della fotografia.
C’era solo un unico “piccolo” problema da risolvere: l’immagine non era fissata per sempre ma si anneriva man mano che passavano i minuti.
La svolta arriva ancora una volta ad opera di un chimico, il francese Nicéphore Niepce, che, ricercando un metodo per perfezionare la tecnica litografica giunse alla fotografia.
Nel suo esperimento egli sostituì la tradizionale lastra di pietra usata nella litografia con una di rame e la inchiostrò con un sottile strato di bitume di Giudea, una sostanza discretamente sensibile alla luce, composta da bitume e argilla.  Sovrappose quindi alla lastra l’immagine di un cardinale, l’incisione che voleva riprodurre.  Dopo un’esposizione al sole di ben otto ore, nei punti in cui riuscì a raggiungere la lastra attraverso le zone chiare dell’incisione, la luce sensibilizzò il bitume.
L'atelier de l'artiste, un dagherrotipo del 1837
Nel 1837 Daguerre utilizzò una lastra di rame con applicata un sottile foglio di argento che, posta sopra i vapori di iodio reagiva formando ioduro d’argento. Seguì l’esposizione alla camera oscura dove la luce trasformava lo ione argento in argento metallico. L’immagine non risultava visibile fino alla esposizione a vapori di mercurio. Un bagno in una soluzione di sale comune fissava, sia pur non stabilmente, l’immagine. 





Fotografia con pellicola






















Il supporto per conservare le immagini riprese con la macchina fotografica a pellicola è la pellicola fotografica che è costruita a strati: il supporto base è costituito da un sottile nastro di materiale plastico su cui viene applicato uno strato di gelatina che porta in sospensione dei piccoli cristalli di AgBr. La gelatina usata in fotografia si ottiene tramite la degradazione del collagene, proteina a struttura lineare molto diffusa nel mondo animale. I cristalli di AgBr, detti grani, si preparano trattando una soluzione di AgNO3con KBr; si ottiene, tramite una reazione di precipitazione AgBr che, data la sua scarsa solubilità precipita in cristallini.
I grani vengono poi mischiati a gelatina fusa: si forma una sospensione, detta comunemente emulsione sensibile, che si applica in strato sottile sul supporto. Una radiazione luminosa di giusta frequenza che colpisca i grani di AgBr dà l’avvio a una serie di reazioni concatenate che avvengono ad opera della luce.


Fotografia digitale
Canon SX110 IS


Quando avviene lo scatto vero e proprio, l'otturatore si apre, la luce passa attraverso lenti e filtri e raggiunge il sensore CCDIl sensore ha una serie di photosites (il numero è equivalente ai megapixels della camera) organizzati in una matrice detta Bayer Mosaic, che catturano la quantità di fotoni passata e li trasformano in cariche elettriche.Ogni photosite è coperto da un filtro blue, rosso o verde in modo da catturare solamente uno di questi colori. L'informazione del colore viene trasmessa ad un diodo fotosensibile che assorbe la luce e genera elettroni a seconda dell'intensità della luce stessa. Alla fine della foto (alla chiusura dell'otturatore), le informazioni (le cariche elettriche) vengono inviate una riga alla volta ad un registro.
A questo punto le cariche elettriche vengono amplificate e convertite mediante dei circuiti integrati (Analog to Digital Converter) in informazioni digitali. L'immagine ottenuta viene elaborata, memorizzata in una memoria temporanea (DRAM) e mostrata in formato ridotto sul display LCD della camera.

Fonti:

lunedì 16 dicembre 2013

Marchi macchine fotografiche

http://it.wikipedia.org/wiki/Leica
   
Leica M9
Leica S2
                                                                                                                                                                    ...................................................................................................................................................................


http://it.wikipedia.org/wiki/Kodak

Kodak Easyshare Touch M577


Kodak modello anni '30
                                                                                                                                                                 
                                   


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http://it.wikipedia.org/wiki/Olympus_Corporation
Olympus Pen E-P5
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http://it.wikipedia.org/wiki/Samsung




Samsung NX10

Samsung ST550
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http://it.wikipedia.org/wiki/Polaroid_Corporation


Polaroid Image Pro


Polaroid Pic 300

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http://it.wikipedia.org/wiki/Canon


                   
                                                                                                                 Canon FTb
                                                                                    

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http://it.wikipedia.org/wiki/Nikon_Corporation


                  Nikon Coolpix S230
      


                                                                                                                  Nikon F
                                                                                          

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http://it.wikipedia.org/wiki/Casio




                     EXILIM Card EX-S200 



                                                                                                                 EX-TR15

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http://it.wikipedia.org/wiki/Sony



                                 Sony DSC-TX30
           

Sony NEX-5T
                                                                                  

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http://it.wikipedia.org/wiki/Konica




            Konica Minolta Maxxum 5D


Konica Auto-reflex


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http://it.wikipedia.org/wiki/Fujifilm




Fujifilm FinePix s9500


Fujifilm Istant Mini 7

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http://it.wikipedia.org/wiki/Pentax

  
Pentax WG-3


Pentax K1000

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http://it.wikipedia.org/wiki/Lumix


Lumix FS42


Lumix DMC-G3

mercoledì 13 novembre 2013

I musei

I musei più importanti in Europa sono situati in Friuli Venezia Giulia e in Svizzera

Piccolo museo storico delle macchine per la fotografia e la cinematografia- Friuli
Il museo conserva macchine per la fotografia e per la cinematografia dall'inizio del XX sec. ad oggi. Di particolare interesse sono le macchine per la proiezione di film recuperate e restaurate dal proprietario del museo e le due cineprese Arriflex utilizzate da Pasolini a Cinecittà, donate dal premio Oscar Dante Spinotti.

Camera museum-Svizzera
Situato a Vevey, il museo presenta la storia della fotografia, delle macchine fotografiche e dei fotografi. Ci sono una serie di incisioni, video e proiezioni. C'è un vasto assortimento delle macchine fotografiche della storia, dalla camera oscura alle tecniche del digitale.

Ci sono anche altri musei come quello a GeorgeTown in Malesia e a Melbourne in Australia.

The camera museum- Malesia


Michael Famous camera museum- Australia
Telecamere e attrezzature facenti parte della collezione della famiglia Michael dal 1928. All'epoca Michaels era una piccola farmacia combinata con una piccola gamma di attrezzature fotografiche




Le macchine fotografiche della storia

LA CAMERA OSCURA
XVIX secolo

Una camera oscura può essere composta da una semplice scatola chiusa con un piccolo foro stenopeico su un lato che lasci entrare la luce. Questa luce proietta sul lato opposto all'interno della scatola l'immagine capovolta di quanto si trova avanti al foro.



 CAMERA A CASSETTE SCORREVOLI 
 1820- 1860 c.a 
        
 Le fotocamere a cassette scorrevoli non sono altro che la camera oscura di Kaspar Schott modificata per accogliere un supporto sensibile al posto del vetro su cui viene proiettata l'immagine. 



  FOTOCAMERA DA STUDIO E DA CAMPAGNA
 Sanderson "Junior" 
 Fotocamera da campagna
 (1900 c.a.)
  

 Con il nome di fotocamere da studio e da campagna si intendono le            fotocamere di legno che, con l'invenzione del soffietto, sostituirono in breve  tempo le cassette scorrevoli, rigide e scomode da trasportare. 





                                                 

LA REFLEX
Tele Graflex
1915-1923

La Tele Graflex era una fotocamera professionale, predisposta per utilizzare obiettivi luminosi che potevano essere rapidamente sostituiti grazie alla piastra portaottiche a incastro. 






FOTOCAMERA PIEGHEVOLI A LASTRA
Ica volta 
1860 c.a

Il periodo di maggiore diffusione delle fotocamere pieghevoli a lastra è fra il 1910 e il 1930.
Verso il 1880 la produzione di lastre di sufficente rapidità, tali da poter fare delle "istantanee" aprì la strada ad una nuova generazione di macchine fotografiche da usare a mano libera. La maggior parte dei casi questi nuovi modelli riproponevano in scala ridotta le caratteristiche delle fotocamere da campagna, che all'epoca andavano per la maggiore.



FOLDING POCKET KODAK CAMERA
1897

Alla fine del XIX secolo, nell'arco di soli 10 anni, le macchine fotografiche da usare a mano libera ebbero uno sviluppo rapidissimo grazie all'invenzione della pellicola in rotolo. Quindi, nei successivi 5 anni, si consolidarono tutte le caratteristiche basilari delle folding, le fotocamere di medie dimensioni, caratterizzate da un soffietto, che ebbero quote di mercato rilevanti fino alla fine degli anni '30. 



LEICA (Ernst Leitz)
Leica I
1925

La Leica cambia radicalmente la storia della macchina fotografica: non è il miglioramento di qualcosa già esistente ma un progetto rivoluzionario che ridisegna la fotocamera inventando una impostazione dei comandi che nessuno ha più modificato. Per questo motivo è universalmente riconosciuta come la pietra miliare che segna l'inizio della storia moderna della fotocamera. 





ROLLEIFLEX
4x4
1938 c.a

La Rolleiflex era semplice e robusta, utilizzava otturatori Compur ed obiettivi Zeiss è facile intuire che esistevano tutti i presupposti per un successo duraturo. Protagonisti di questa storia furono Paul Franke e Reinhold Heidecke, entrambi ex-dipendenti della Voigtlander e soci fin dal 1921. Non a caso le origini della Rolleiflex sono legate alla fotocamera Stereflektoskop della Voigtlander, prodotta fra il 1913 e il 1930.










                                                      
PRAKTINA
1952-1964

Con la Praktina la reflex acquista l'appeal della versatilità, quel fenomeno che crea negli appassionati il bisogno di corredare la propria fotocamera di un secondo obiettivo e qualche filtro negli anni '60, di un tele e un grandangolo negli anni '70 e di un winder e uno zoom negli anni '80. In senso figurato viene avviato il motore che traina il mercato fotografico fino all'apparire delle fotocamere digitali, con zoom tuttofare e un flash incorporato, che riducono il bisogno a una batteria di scorta e una borsa di piccole dimensioni.



                                                     
                                                      POLAROID
anni '80 c.a


Il supporto iniziale consiste in una serie di microscopici cristalli di iodiochinina solfato o herapatite immersi in un film polimerico trasparente dinitrocellulosa. Durante il processo di fabbricazione i cristalli aghiformi sono allineati mediante l'applicazione di un campo magnetico. Tale foglio è dicroico: tende ad assorbire la luce polarizzata perpendicolarmente alla direzione dell'allineamento dei cristalli, lasciando passare la luce parallela   ad essi. Questo materiale viene pertanto usato come polarizzatore.






LA PRIMA MACCHINA FOTOGRAFICA DIGITALE
1975
Steven J. Sasson

Presentava dimensioni analoghe a quelle di un tostapane. Una fotocamera da 0.01 megapixel, con la possibilità di scattare un’immagine ogni 23 secondi per poi memorizzarle su una vecchia cassetta. L'invenzione è stata brevettata nel 1978 e poi rimasto sconosciuto al pubblico fino al 2001.







 LA FOTOCAMERA DIGITALE

E' una fotocamera che utilizza, al posto della pellicola fotosensibile, un sensore (CCD o CMOS) in grado di catturare l'immagine e trasformarla in un segnale elettrico di tipo analogico. Gli impulsi elettrici vengono convertiti in digitale da un convertitore A/D, nel caso del CCD in un chip di elaborazione esterno al sensore, nel caso del CMOS, direttamente dal sensore, avendo implementato al suo interno anche il convertitore A/D, in entrambi i casi viene generato un flusso di dati digitali atti ad essere immagazzinati in vari formati su supporti di memoria.



                                                     
LA FOTOCAMERA NEI CELLULARI
Samsung
2013

Il dispositivo è a metà strada tra uno smartphone e una fotocamera. si tratta di un device dotato di una fotocamera principale da 16 megapixel e di zoom ottico 10x.



           


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