La macchina fotografica

La macchina fotografica

mercoledì 13 novembre 2013

I musei

I musei più importanti in Europa sono situati in Friuli Venezia Giulia e in Svizzera

Piccolo museo storico delle macchine per la fotografia e la cinematografia- Friuli
Il museo conserva macchine per la fotografia e per la cinematografia dall'inizio del XX sec. ad oggi. Di particolare interesse sono le macchine per la proiezione di film recuperate e restaurate dal proprietario del museo e le due cineprese Arriflex utilizzate da Pasolini a Cinecittà, donate dal premio Oscar Dante Spinotti.

Camera museum-Svizzera
Situato a Vevey, il museo presenta la storia della fotografia, delle macchine fotografiche e dei fotografi. Ci sono una serie di incisioni, video e proiezioni. C'è un vasto assortimento delle macchine fotografiche della storia, dalla camera oscura alle tecniche del digitale.

Ci sono anche altri musei come quello a GeorgeTown in Malesia e a Melbourne in Australia.

The camera museum- Malesia


Michael Famous camera museum- Australia
Telecamere e attrezzature facenti parte della collezione della famiglia Michael dal 1928. All'epoca Michaels era una piccola farmacia combinata con una piccola gamma di attrezzature fotografiche




Le macchine fotografiche della storia

LA CAMERA OSCURA
XVIX secolo

Una camera oscura può essere composta da una semplice scatola chiusa con un piccolo foro stenopeico su un lato che lasci entrare la luce. Questa luce proietta sul lato opposto all'interno della scatola l'immagine capovolta di quanto si trova avanti al foro.



 CAMERA A CASSETTE SCORREVOLI 
 1820- 1860 c.a 
        
 Le fotocamere a cassette scorrevoli non sono altro che la camera oscura di Kaspar Schott modificata per accogliere un supporto sensibile al posto del vetro su cui viene proiettata l'immagine. 



  FOTOCAMERA DA STUDIO E DA CAMPAGNA
 Sanderson "Junior" 
 Fotocamera da campagna
 (1900 c.a.)
  

 Con il nome di fotocamere da studio e da campagna si intendono le            fotocamere di legno che, con l'invenzione del soffietto, sostituirono in breve  tempo le cassette scorrevoli, rigide e scomode da trasportare. 





                                                 

LA REFLEX
Tele Graflex
1915-1923

La Tele Graflex era una fotocamera professionale, predisposta per utilizzare obiettivi luminosi che potevano essere rapidamente sostituiti grazie alla piastra portaottiche a incastro. 






FOTOCAMERA PIEGHEVOLI A LASTRA
Ica volta 
1860 c.a

Il periodo di maggiore diffusione delle fotocamere pieghevoli a lastra è fra il 1910 e il 1930.
Verso il 1880 la produzione di lastre di sufficente rapidità, tali da poter fare delle "istantanee" aprì la strada ad una nuova generazione di macchine fotografiche da usare a mano libera. La maggior parte dei casi questi nuovi modelli riproponevano in scala ridotta le caratteristiche delle fotocamere da campagna, che all'epoca andavano per la maggiore.



FOLDING POCKET KODAK CAMERA
1897

Alla fine del XIX secolo, nell'arco di soli 10 anni, le macchine fotografiche da usare a mano libera ebbero uno sviluppo rapidissimo grazie all'invenzione della pellicola in rotolo. Quindi, nei successivi 5 anni, si consolidarono tutte le caratteristiche basilari delle folding, le fotocamere di medie dimensioni, caratterizzate da un soffietto, che ebbero quote di mercato rilevanti fino alla fine degli anni '30. 



LEICA (Ernst Leitz)
Leica I
1925

La Leica cambia radicalmente la storia della macchina fotografica: non è il miglioramento di qualcosa già esistente ma un progetto rivoluzionario che ridisegna la fotocamera inventando una impostazione dei comandi che nessuno ha più modificato. Per questo motivo è universalmente riconosciuta come la pietra miliare che segna l'inizio della storia moderna della fotocamera. 





ROLLEIFLEX
4x4
1938 c.a

La Rolleiflex era semplice e robusta, utilizzava otturatori Compur ed obiettivi Zeiss è facile intuire che esistevano tutti i presupposti per un successo duraturo. Protagonisti di questa storia furono Paul Franke e Reinhold Heidecke, entrambi ex-dipendenti della Voigtlander e soci fin dal 1921. Non a caso le origini della Rolleiflex sono legate alla fotocamera Stereflektoskop della Voigtlander, prodotta fra il 1913 e il 1930.










                                                      
PRAKTINA
1952-1964

Con la Praktina la reflex acquista l'appeal della versatilità, quel fenomeno che crea negli appassionati il bisogno di corredare la propria fotocamera di un secondo obiettivo e qualche filtro negli anni '60, di un tele e un grandangolo negli anni '70 e di un winder e uno zoom negli anni '80. In senso figurato viene avviato il motore che traina il mercato fotografico fino all'apparire delle fotocamere digitali, con zoom tuttofare e un flash incorporato, che riducono il bisogno a una batteria di scorta e una borsa di piccole dimensioni.



                                                     
                                                      POLAROID
anni '80 c.a


Il supporto iniziale consiste in una serie di microscopici cristalli di iodiochinina solfato o herapatite immersi in un film polimerico trasparente dinitrocellulosa. Durante il processo di fabbricazione i cristalli aghiformi sono allineati mediante l'applicazione di un campo magnetico. Tale foglio è dicroico: tende ad assorbire la luce polarizzata perpendicolarmente alla direzione dell'allineamento dei cristalli, lasciando passare la luce parallela   ad essi. Questo materiale viene pertanto usato come polarizzatore.






LA PRIMA MACCHINA FOTOGRAFICA DIGITALE
1975
Steven J. Sasson

Presentava dimensioni analoghe a quelle di un tostapane. Una fotocamera da 0.01 megapixel, con la possibilità di scattare un’immagine ogni 23 secondi per poi memorizzarle su una vecchia cassetta. L'invenzione è stata brevettata nel 1978 e poi rimasto sconosciuto al pubblico fino al 2001.







 LA FOTOCAMERA DIGITALE

E' una fotocamera che utilizza, al posto della pellicola fotosensibile, un sensore (CCD o CMOS) in grado di catturare l'immagine e trasformarla in un segnale elettrico di tipo analogico. Gli impulsi elettrici vengono convertiti in digitale da un convertitore A/D, nel caso del CCD in un chip di elaborazione esterno al sensore, nel caso del CMOS, direttamente dal sensore, avendo implementato al suo interno anche il convertitore A/D, in entrambi i casi viene generato un flusso di dati digitali atti ad essere immagazzinati in vari formati su supporti di memoria.



                                                     
LA FOTOCAMERA NEI CELLULARI
Samsung
2013

Il dispositivo è a metà strada tra uno smartphone e una fotocamera. si tratta di un device dotato di una fotocamera principale da 16 megapixel e di zoom ottico 10x.



           


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venerdì 1 novembre 2013

L'oggetto preso in esame: macchina fotografica


Nikon Coolpix L18


http://www.juzaphoto.com/recensione.php?l=it&t=nikon_coolpix_l15
La Nikon Coolpix L18 è una compatta con sensore 1/2.5" (6.0x) da 8.0 megapixels prodotta dal 2007 al 2008 (fuori produzione). La gamma di sensibilità, inclusa estensione, è 64 - 1000 ISO e può scattare a raffica di 2 FPS. Il prezzo medio, al momento dell'inserimento della scheda, è sui 120 €; nessun voto

mercoledì 30 ottobre 2013

Ai confini della realtà - Un'insolita macchina fotografica












Parte 1 












Parte 2 










  • Titolo originale: A most unusual camera
  • Diretto da: John Rich
  • Scritto da: Rod Serling
  • Interpreti: Jean Carson (Paula Diedrich), Fred Clark (Chester Diedrich), Adam Williams (Woodward)
Due ladri dopo un furto in un negozio scoprono che fa parte della refurtiva anche una macchina fotografica che è in grado di fotografare le cose mostrandole come esse saranno alcuni minuti dopo. Alla coppia si unisce anche il fratello di lei e i tre pensano bene di sfruttare la macchina per vincere ai cavalli, ma presto si scoprirà che hanno in tutto solo 10 foto a disposizione.
  • Note: 46º episodio della serie


Ai confini della realtà (The Twilight Zone) è una serie televisiva di genere fantascientifico trasmessa in tre diversi periodi dalla televisione americana. La serie classica, creata da Rod Serling e che vide tra gli sceneggiatori Richard Matheson e Ray Bradbury andò in onda dal 1959 al 1964, la seconda serie fu trasmessa dal 1985 al 1989, e la terza è andata in onda tra il 2002 e il 2003.
Seppure considerata fantascientifica, la serie in realtà esplorò raramente i temi classici della fantascienza, focalizzandosi invece su storie incentrate sulle vite di normali persone che venivano radicalmente cambiate dall'incontro con l'"ignoto", con uno squarcio nella realtà che faceva diventare credibile anche l'impossibile.
Spesso, se non sempre con una morale finale, la serie contribuì a diffondere la fantascienza. Famosi i suoi switching endings, in cui la visuale dello spettatore veniva ribaltata con un colpo di scena finale che capovolgeva la prospettiva. Ogni episodio della serie originale era presentato da Serling, che introduceva lo spettatore nella vita di una persona che stava per cambiare per il suo ingresso nella zona "ai confini della realtà".



Cartoni animati

BANANE IN PIGIAMA - La macchina fotografica


B1 e B2 decidono di partecipare ad un concorso per la migliore fotografia di animali, 

ma capiranno presto quanto sia difficile essere dei bravi fotografi.

POCOYO  - Un mistero molto intrigante



Pocoyo deve seguire delle tracce attraverso una serie di fotografie per scoprire chi ha preso la macchina fotografica


ELMO - Macchine fotografiche






Elmo mostra ai bambini tutti i passaggi sul come usare una macchina fotografica.



PAPERINO e la fotografia




http://www.youtube.com/watch?v=HyAx7f7tw00

Divertente il biasimo che Paperino fa della caccia all'inizio per elogiare l'arte della fotografia, con successiva marcia indietro quando le cose inizieranno ad andargli male.











Traduzione in varie lingue



arabo:                 كاميرا
armeno:              ֆոտոխցիկ
bosniaco:            Kamera
bulgaro:               Kамера
ceco:                   Fotoaparát
cinese:               相機
coreano:             카메라
croato:                 Kamera
ebraico:               מצלמה
esperanto:           Fotilo
estone:                Kaamera
filippino:              Camera
finlandese:          Kamera
francese:             Caméra
georgiano:          კამერით
giapponese:        カメラ
greco:                  Kάμερα
hindi:                    कैमरा
indonesiano:       Kamera
inglese:               Camera
islandese:           Myndavél
lao:                      ກ້ອງຖ່າຍຮູບ
norvegese:         Kamera
olandese:           Camera
persiano:            دوربین
polacco:             Kamera
portoghese:       Câmera
rumeno:              Aparat foto
russo:                 Kамера
serbo:                Kамера
slovacco:           Fotoaparát
spagnolo:          Càmara
svedese:            Kamera
swahili:               Kamera
tailandese:        กล้อง
tamil:                  நிழற்பட கருவி
tedesco:            Kamera
turco:                 Kamera
ucraino:             Kамера
ungherese:       Kamera
urdu:                  کیمرے
vietnamita:        Máy ảnh
yiddish:             אַפּאַראַט


Etimologia della "macchina fotografica"


Il termine deriva dall'unione delle parole, in lingua greca, φῶς phôs gen. φωτός phōtós – forma attica di φάος pháos, φάεος pháeos – "luce" e del tedesco Kamera, "macchina fotografica", a sua volta dal latino camera obscura, "camera oscura".